L’eroe contemporaneo nella saga di Guerre Stellari

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Siamo abituati a parlare di Star Wars come semplice saga: sei film che narrano la storia di alcuni personaggi sempre alla ricerca di avventure nell’universo, che ha avuto il suo momento di fama nei primi anni settanta, e agli inizi del nuovo millennio grazie ad un’idea visionaria di George Lucas.

In realtà Star Wars non è solo questo. Star Wars può essere confrontato con tantissimi modelli di eroi moderni e antichi. Chi studia il mito, l’epica, si renderà conto che, come può essere considerato Enea un eroe, anche un personaggio come Anakin Skywalker può essere un eroe nella sua epoca.

È di questo oggi che vorrei parlarvi, la visione dell’eroe nel mondo di Star Wars a confronto con l’eroe nei miti dell’antichità.

Uno dei personaggi più accreditati nel campo della mitologia moderna fu Joseph Campbell (1904-1987), uno dei più famosi studiosi di mitologia comparata, secondo il quale tutti i racconti mitologici sono costruiti su di un bagaglio comune d’immagini, simboli e avvenimenti.

“I miti sono nati fra gli uomini in ogni epoca e in ogni parte del mondo ed è a loro che, dobbiamo ogni attività intellettiva e fisica dell’uomo” Sosteneva Campbell.

Pubblicò più libri, il più famoso: “L’eroe dai mille volti” influenzò molto Lucas per la stesura della sceneggiatura dell’intera saga di Guerre Stellari, e lo stesso Campbell, contribuì significativamente alla stesura della stessa.

Campbell sostenne che il passaggio da persona normale ad eroe, per il protagonista della vicenda, era costituito da alcune tappe fondamentali, che sono riconducibili alla figura di Luke Skywalker, rispettivamente nella Trilogia Classica (cronologicamente gli episodi VI, V e IV).

Appello all’avventura: Messaggio olografico spedito da Leila, mediante R2D2, che giunge inaspettatamente a un ignaro Luke –L’aiuto soprannaturale: Obi-Wan interviene a salvare Luke dall’attacco dei predoni Tusken; gli dona la spada laser; prima reticente, il giovane si convince poi a partire, dopo aver scoperto che i suoi zii sono stati uccisi dalle truppe imperiali

Attraversamento della prima soglia: Luke, Obi-Wan e i due droidi si dirigono verso la Morte Nera a bordo del Millenium Falcon, guidato da Han Solo e Chewbacca; i due piloti sono stati reclutati nel malfamato porto spaziale di Mos Eisley, che con i suoi brutti ceffi (alcuni aggrediscono Luke e Han) rappresenta il “guardiano” della prima soglia

Il ventre della balena: Il Millenium Falcon viene catturato dal raggio traente della Morte Nera, ritrovandosi al suo interno: viene ripreso anche il tema del labirinto, poiché i protagonisti non conoscono la fisionomia dell’astronave, fatta di intricati e tortuosi corridoi

Gli ostacoli: I protagonisti affrontano gruppi di truppe imperiali svariate volte, riuscendo infine a giungere alla cella di Leila e a liberarla

L’incontro con la dea: Leila Organa rappresenta la salvezza, la compassione, il premio finale: ma è al tempo stesso decisa e determinata, intraprendente; essa è il simbolo del radioso futuro che attende l’eroe se riuscirà a portare a compimento la sua missione. Si scoprirà poi come essa sia in realtà la sorella di Luke (spesso la dea è infatti la sorella o la madre dell’eroe).

Donna tentatrice:La tentazione è rappresentata dal Lato Oscuro della Forza: più volte si manifesta in tutta la trilogia, ma Luke riesce sempre a resistervi

Incontro con il padre: Il duello con Darth Vader: Luke combatte strenuamente, per giungere poi al momento di riconciliazione e di perdono, quando il padre si sacrifica per salvarlo

Apoteosi: Il cambiamento è interiore (Luke apprende l’uso della Forza, diventa un Jedi) ma anche esteriore: dopo aver perso la spada laser, ne costruisce un’altra, e anche i suoi abiti cambiano, dalla tunica bianco-marrone all’abito nero

Il premio finale: L’Impero è distrutto; Luke è diventato un Maestro Jedi

Rifiuto del ritorno: Luke non vuole abbandonare il padre morente, e si ostina a volerlo portare con sé: sarà proprio Anakin che spingerà il figlio ad andarsene prima che sia troppo tardi

Volo magico: Luke si allontana dalla Morte Nera che sta esplodendo alle sue spalle, scampando alla morte per un pelo; lo stesso pericoloso viaggio è percorso da Lando Clarissan, a bordo del Millenium Falcon, dopo aver colpito il cuore dell’astronave

Aiuto: L’aiuto decisivo è quello dei comandanti dell’Alleanza Ribelle e di Lando Clarissan che, dopo aver tradito Luke e i suoi compagni, è ora il fautore della buona riuscita della missione

La soglia del ritorno: Luke ritorna sulla Luna boscosa di Endor, dove lo attendono i suoi amici. Erige una pira funebre per il corpo del padre, a cui assiste con dolorosa e solitaria sofferenza

Eroe dei due mondi: Luke riesce a vedere, durante i festeggiamenti, i tre fantasmi di Forza dei vecchi Maestri che gli sorridono: Obi-Wan, Yoda e suo padre nelle sembianze del giovane Anakin

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Libero di vivere: Mentre osserva i tre fantasmi, Luke viene abbracciato da Leila, che lo riporta ai festeggiamenti: sorridente, il giovane acconsente, conscio di avere davanti a sé un futuro radioso e pieno di speranza.

Esattamente come in Guerre Stellari, anche nella letteratura la figura dell’eroe seguiva uno schema ben preciso: il caso forse più famoso dell’epica è quello di Enea nell’Eneide di Virgilio. Enea, semidio, figlio di Afrodite e Anchise, si ritrova predestinato a fondare la città di Roma per volere degli Dei. Il tema centrale è il Fato, che ricorre molto spesso nei libri dell’Eneide.

Deve però affrontare mille peripezie, tra le quali la perdita della moglie Creusa durante la fuga da Troia in fiamme. Ella però gli appare sotto forma di fantasma, poco dopo che lui era tornato tra le mura di una Troia ormai distrutta, per annunciargli che non avrebbe dovuto preoccuparsi della sua scomparsa, in quanto, una volta arrivato a Roma, avrebbe fondato la nuova città e si sarebbe nuovamente unito in matrimonio con Lavinia.

La donna tentatrice di Campbell, può essere rappresentata dalla figura di Didone nell’Eneide. Enea e Didone si innamorano, complici sono la sorella Anna e le dee Venere e Giunone. Ella infatti aveva stipulato un voto al marito Sicheo, ormai defunto, ma rotto il suo patto, cede alla passione e i due si innamorano.

Enea, sotto il volere di Zeus, deve ripartire per fondare Roma, abbandonando così Didone, la donna che, facendo innamorare Enea, sarebbe stata la causa del fallimento della missione di Didone.

Enea, una volta ripartito per arrivare alle foci del Tevere, incontra la Sibilla, con la quale scende nel mondo dei morti, da vivo. Lì incontra il padre Anchise, che gli presenta le anime di chi lo avrebbe aiutato a fondare il regno promesso.

Una volta arrivato a Roma e sposata Lavinia, Enea deve affrontare l’ultimo ostacolo, una guerra contro Turno. La guerra si conclude con la morte dell’ultimo, e finalmente i Troiani possono stabilirsi nel Lazio e trascorrere la loro esistenza sul terreno conquistato.

In conclusione però, a sfavore dello schema proposto sopra voglio specificare che oggi ormai non ha più senso chiedersi se esiste un modello letterario assoluto dell’eroe. Uno scrittore che vuole rendere tale il protagonista della sua opera potrà fare riferimento ai tanti esempi offerti dalla tradizione narrativa, ma alla fine capirà che l’unica soluzione è dare una propria interpretazione, prendendo in considerazione i caratteri della realtà in cui vive.

Il guerriero deve però avere delle caratteristiche fondamentali: deve essere forte e coraggioso in modo da elevarsi dal livello dell’uomo comune, ma al di là delle sue doti fisiche ed intellettive risultano particolarmente apprezzate le qualità morali. Queste ultime lo spingono ad essere attivo nel senso positivo del termine, quindi non per il proprio interesse, ma per difendere fino in fondo la causa che ha sposato; se rispetterà questa etica di comportamento rimarrà un eroe anche nella sconfitta e nella morte. Anzi, in questo caso sarò giudicato più valoroso di chi per vincere tradisce la parola data.

– Alessia Leone

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