Opinione

Ciao! Vi invio anche io la mia opinione 🙂

In molti, come giusto e doveroso fare, hanno in questi giorni sottolineato l’importanza della libertà di pensiero e opinione. Forse però è opportuno chiedersi fino a che punto noi la possediamo.

Certo, la differenza fra occidente e paesi fondamentalisti è enorme, ma ritenersi immuni dalla censura è l’errore più grande che si possa fare.

Per capire meglio osservate  una fotografia dei primi del ‘900 di Milano, o leggete una descrizione delle Palermo dei tempi andati, e confrontatela con quella di oggi. La differenza è abissale, troverete che le città italiane odierne sono più simili a quelle americane (ma anche Francesi, Inglesi) contemporanee di quanto non assomiglino alle loro antenate del secolo scorso. E non parlo degli edifici storici, che ancora resistono, ma delle persone, le loro abitudini. Lo si nota specie nel vestire, che è l’oggetto di maggiore importanza, insieme al corpo, nella società contemporanea. Siamo sempre più uguali agli altri. E ciò avviene perché l’uomo, che da sempre ha voluto essere simili ai suoi vicini, sentirsi parte di un gruppo, ha scoperto vicini gli abitanti di tutto l’enorme paese in cui esiste internet. Pena di questo è la mancanza di diversità, che è il frutto della Libertà. Questo nostro desiderio di omologazione ci spinge quindi a limitarci in nome del gruppo, della massa, e qui avviene la censura, che è autocensura. Vedete, contro i lacci di un dittatore ci si può dibattere, contro se stessi è più difficile, tutt’al più quando si nega la situazione. Non che questo avvenga a livelli macroscopici, a tutti viene data la possibilità di pubblicare qualsiasi opinione su internet e godere dei famosi 20 minuti di popolarità, ma a livello microscopico questo si fa più evidente. Siamo sempre più assordati dal brusio dei tanti e per comodità andiamo dove porta la corrente. Pena l’aborto di ogni intenzione contraria e con essa la libertà di esprimerla.

Credo che questi momenti possano essere un’occasione per chiedersi dove stiamo andando, se  sfruttiamo veramente la libertà che abbiamo, se non dobbiamo riprendere i rapporti con noi stessi, prima che con le masse.

Isacco – Posta dei lettori

La libertà di espressione

— Cos’è la libertà di pensiero ed espressione? Fondamentalmente qualcosa che ognuno di noi da decisamente per scontata, tanto che spesso non ci accorgiamo nemmeno di possederla.

Però potremmo fare uno sforzo.

Proviamo a immaginare un’ipotetica realtà, futura o passata non ha importanza, in cui non esista il diritto di manifestare le proprie idee, ma non per imposizione di un tiranno o simili. Insomma, una realtà nella quale gli uomini non abbiano la possibilità di esprimere ciò che pensano.

Non ci sarebbero poeti e giornalisti, artisti, comici, attori e registi, e molti, moltissimi altri. Perché le poesie sono concentrati di idee e sentimenti del poeta, il giornalismo è rendere manifesta la realtà attraverso un punto di vista, teatro e cinema sono costruiti su storie che, vere o meno che siano, sono raccontate con gli occhi di chi le scrive e inscena.

Non esisterebbero i giornali e i telegiornali, i blog, i forum. Infatti scrivendo un articolo si può provare ad essere imparziali, ma è impossibile, perché è insito nel nostro essere l’avere delle idee, e queste, seppur involontariamente, tendono a fuoriuscire nel momento in cui ci esprimiamo. Ad esempio, da titoli come “tragico incidente” o “sensazionale scoperta” possiamo tranquillamente dedurre cosa pensa colui che scrive. Proprio per questo non esisterebbero i media.

Non esisterebbero nemmeno i mezzi di comunicazione, ma probabilmente nemmeno la comunicazione stessa. Perché come si fa a parlare con qualcuno senza inserire nel discorso le proprie idee? Bisognerebbe non pensare. Ma essendo ciò impossibile, vuol dire che nessuno parlerebbe.

Non ci sarebbe nemmeno la politica se nessuno fosse libero di mettere in campo le proprie opinioni, e nemmeno politici, perché nessuno potrebbe esprimere una preferenza per eleggerli.

E quelle ferventi discussioni che si hanno tra compagni o tra amici, spesso su argomenti banali ma che assumono un’importanza particolare nel momento in cui se ne parla, semplicemente perché permettono un dialogo, uno scontro tra parti opposte, un crescere esprimendosi ma specialmente ascoltando, verrebbero a mancare.

Il tutto suona piuttosto astratto e surreale, ma così sarebbe se nessuno esprimesse ciò che pensa. Si crescerebbe solo con le proprie idee, non esisterebbero maturazione e confronto con l’altro e diventeremmo insomma robot pieni di idee ma muti. E a cosa servono le idee se non possono essere condivise?

Insomma, tutto questo per dire che, forse, pensando a come il mondo sarebbe senza libertà d’espressione è più facile rendersi conto di quanto essa valga, o meglio, di quanto sia assolutamente fondamentale. —

Vittoria – Posta Dei Lettori