La distruzione della figura del supereroe: “The Boys”

Dopo l’articolo su Zerocalcare, mi ritrovo a parlare ancora una volta di uno dei pilastri portanti della mia esistenza: i fumetti. L’opera di cui vi parlo oggi si intitola “The Boys”, saga ideata dall’irlandese Garth Ennis (già autore di “Preacher” e dei migliori cicli degli ultimi anni di “The Punisher”) e disegnata da Darick Robertson (“Wolverine”). L’irlandese, come suo solito, scrive dialoghi che vanno direttamente al sodo con un linguaggio molto schietto e ironico, mentre Robertson accontenterà tutti gli amanti delle scene gore e splatter facendo trasudare una gran quantità di violenza dalle tavole in cui i Boys entrano in azione. La serie ha preso il via nel 2006 e si è conclusa nel 2012, ma i numeri che la compongono sono facilmente reperibili, grazie alla ristampa in atto negli ultimi tempi. Veniamo alla trama dell’opera.

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Immaginate un mondo in cui esistono i supereroi. I supereroi, nell’immaginario comune, sono i paladini della giustizia: sempre pronti ad aiutare gli indifesi, ad accorrere ovunque ci sia bisogno di loro e delle loro capacità sovrumane. Bene, prendete tutti i valori positivi che da sempre caratterizzano la figura del supereroe e buttateli nel cesso.

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Ennis distrugge sistematicamente il supereroe, facendolo precipitare dal podio dove era stato innalzato. I supereroi in questo mondo non sono altro che bastardi viziati, approfittatori, corrotti ed egoisti che non operano mai a fin di bene, a meno che non si parli di guadagno per i suddetti.

Per tenere sotto controllo l’operato dei supereroi, la CIA ha a disposizione una squadra particolare: i Boys.

“Alcuni eroi in costume devono essere sorvegliati, altri controllati. Altri ancora devono essere fatti sparire. Ed è qui che entrano in azioni i Boys” 

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In primo piano (da sinistra a destra): Piccolo Hughie, la Femmina e il Francese; in secondo piano: Latte Materno e Billy Butcher

Ovviamente, cinque esseri umani normali non riuscirebbero mai a contrastare i poteri sovrumani dei supereroi. C’è bisogno di un aiuto. Entra in scena il “Composto V”, un composto chimico che aumenta forza, resistenza e fattore di guarigione di chi lo assume e che, se assunto in grandi quantità, permette la trasformazione in supereroe. Ecco un altro ribaltamento operato da Ennis: non solo la figura del supereroe è fatta a pezzi, ma anche il suo concepimento, che non è più causato da incidenti (come, ad esempio, per la “nascita” di Hulk e Devil).

Fattore particolarmente geniale è la visione fortemente pessimistica che l’autore imprime al fumetto: nella mentalità popolare, i supereroi sono i buoni, mentre in quest’opera a fumetti si trovano a ricoprire il ruolo di antagonisti; muove guerra contro di loro una squadra – i Boys – che non è esattamente formata da santi, anzi, si può definirla una squadra di antieroi. Ennis individua dunque un vero malvagio (il supereroe), ma nessun vero eroe che lo contrasti.

Vediamo la squadra nel dettaglio:

  • Billy Butcher: leader dei Boys e amico fraterno di Latte Materno. Odia i supereroi come nessun altro al mondo (non posso svelare la ragione di tanto odio; leggete il fumetto e saprete). E’ costantemente accompagnato da Terrore, il suo bulldog, a cui è profondamente legato.

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    Billy Butcher
  • Latte Materno: Butcher è il leader, ma senza L.M. la squadra sarebbe allo sfascio. L.M. si occupa di “far funzionare le cose all’interno della squadra”. Sua madre è stata esposta al Composto V, quindi alla sua nascita Latte Materno era già inconsapevolmente potenziato.
  • Il Francese: totalmente folle. Dotato di ottimo fiuto, anche meglio di Terrore quando si tratta di stanare i nemici. Si occupa di tenere sotto controllo la Femmina ed è l’unico che sa come relazionarcisi. La Femmina e il Francese sono la parte di “muscoli della squadra”.

    Il Francese (The Boys)
    Il Francese
  • La Femmina (della specie): non parla mai, ma il Francese sa sempre come comportarsi con lei. Oltre a stare nella squadra dei Boys, la Femmina lavora saltuariamente per varie associazioni criminali, a causa del suo irrefrenabile desiderio di perseguire il male. Si preoccupa della sua salute psichica il Francese, che arriva addirittura ad eliminare un’intera famiglia mafiosa per impedire che continuino ad usarla per impieghi loschi.
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La Femmina (della specie)
  • Piccolo Hughie: l’ultimo arrivato. Reclutato da Butcher dopo che la sua ragazza è stata uccisa in uno scontro fra supereroi. Perennemente scisso interiormente, non sarà mai definitivamente convinto che stare con i Boys sia la cosa giusta da fare per vendicare la sua defunta ragazza.

Consiglio la lettura a chi non ha mai aperto un fumetto Marvel o DC in vita sua (per avere una visione diversa del fantastico mondo supereroistico), ma soprattutto agli appassionati di fumetti che ritroveranno un’infinità di citazioni fumettistiche all’interno dell’opera.

Milo Balzaretti

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Zerocalcare, ovvero quotidianità e film mentali a fumetti

Inauguro il blog parlando di un argomento a me molto caro: i fumetti.

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Voglio portare sotto la luce dei riflettori il fumettista italiano Michele Rech, alias Zerocalcare. Il fattore che rende Zerocalcare un autore che – a mio parere – bisogna seguire è il suo riuscire a trattare argomenti di ordine quotidiano facendo rispecchiare in essi il lettore. Moltissime volte, se leggerete le sue tavole, vi capiterà di pensare “Cazzo, ma allora non sono l’unico”. La particolarità di Zerocalcare sta nell’aggiungere personificazioni che lo aiutano a superare la difficoltà presentata da un evento (come re Leonida che incarna lo spirito strategico di Zero e lo “aiuta” a combattere una colonia di formiche che gli ha invaso la casa) ed eventuali film mentali legati all’evento (come quando immagina che i silenzi imbarazzanti fra due persone sono creati da un vortice che risucchia le frasi che si vorrebbero dire per riempire il silenzio). Per capire meglio ciò di cui sto parlando, vi invito a seguire il link e dare un’occhiata alla tavola http://www.zerocalcare.it/2013/09/23/quando-muore-uno-famoso/ . Altro punto forte del suo lavoro sono le citazioni. In ogni tavola c’è almeno una citazione nei disegni o nei dialoghi.

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Da Cthulhu a “I cavalieri dello zodiaco”, da “Ken il guerriero” a “Street fighter” le sue tavole strabordano di citazioni che risultano delle vere chicche per chi riesce ad individuarle e comprenderle. Zero, per fortuna, non si trova mai da solo ad affrontare i casini che gli si presentano. Oltre a Secco, il suo migliore amico, Zerocalcare ha un altro amico, che lo accompagna sempre, ovunque vada. Questo amico risulta essere la sua spalla comica, con cui ha i dialoghi più deliranti ed esilaranti: si tratta dell’Armadillo, l’animale che incarna la sua coscienza che riesce sempre a riportare Zero alla realtà, riuscendo a convincerlo che è meglio non tradire la propria filosofia di vita, ma continuare ad essere fedeli ad essa. Sempre prodigo di consigli (il più delle volte si trova a suggerire di procrastinare il lavoro che Zero dovrebbe portare a termine), è il personaggio che più aiuta Zero a cavarsi d’impiccio. Non dico di più per evitare di rovinare l’eventuale lettura.

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Lascio la mia personale classifica dei libri pubblicati fino a questo momento:

  1. “Un polpo alla gola” (racconta della sua formazione fra scuole elementari, superiori ed età adulta);
  2. “Dimentica il mio nome” (la storia della sua famiglia; il libro più profondo, ma non per questo viene tradita la vena ironica);
  3. “La profezia dell’armadillo” (racconta la morte di una sua amica; storia intervallata da tavole prese dal blog);
  4. “Ogni maledetto lunedì su due” (tavole che spiegano i 10 anni prima del blog; storia intervallata da tavole prese dal blog);
  5. “Dodici” (il protagonista è Secco, il migliore amico di Zero, che si trova a dover affrontare un’ipotetica apocalisse zombie a Rebibbia, quartiere di Roma dove vivono i due sopracitati)

Milo Balzaretti